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Venerdì, 23 Settembre 2011 00:00

Staffetta dell'acqua, una polemica fuori luogo con Multiservizi

Multiservizi aderisce a Federutility ma non è Federutility.

Delle tante iniziative che ogni anno la Federazione propone, l'unica a cui Multiservizi aderisce regolarmente è la giornata di Impianti Aperti, per noi l'apertura delle sorgenti Gorgovivo a Serra San Quirico, un momento molto apprezzato d'incontro con i cittadini, con lo scopo di far conoscere l'Azienda, di rassicurare sulla qualità dell'acqua che arriva ai rubinetti e promuoverne l'utilizzo a scopo alimentare.

Quest'anno, per motivi di sicurezza legati ai lavori della Quadrilatero, la manifestazione non si è tenuta. L'Azienda ha risparmiato i soldi ad essa destinati ma ha perso il tradizionale appuntamento che molte persone attendevano. Ha quindi deciso di aderire con le stesse motivazioni, spendendo però soltanto una parte dei soldi destinati all'apertura delle sorgenti.

Se Federutility, come si afferma, si è schierata per il "no" al referendum, Multiservizi che, lo ribadiamo, non è Federutility, attraverso i suoi Sindaci, il suo Consiglio di Amministrazione e, riteniamo di poter affermare, con il voto compatto di quasi tutti i suoi dipendenti, si è pronunciata per il "sì", cioè per l'acqua pubblica.

Ma cosa abbiamo realmente votato? L'abolizione dell'art. 23bis che imponeva ad una Società a capitale completamente pubblico come Multiservizi, gestita correttamente e all'avanguardia per ammontare d'investimenti realizzati, non dovesse per forza cedere il 40% ai privati ma potesse rimanere se stessa. Con quel voto, però, non sono state abolite altre leggi (art. 35 legge Finanziaria 2002, D.Lgs 152/2006, più conosciuto come Codice dell'Ambiente, art. 113 D.Lgs 267/2000, solo per citarne alcune)   secondo le quali i servizi a rilevanza economica qual'é l'acqua, devono essere gestiti da Società di capitali e non da Aziende Speciali né da Municipalizzate.

Abbiamo votato anche un secondo quesito, quello che ha abolito dalla tariffa dell'acqua la quota relativa alla remunerazione sul capitale investito.

In sostanza, dall'articolo di legge che disciplina la tariffa sono state eliminate quattro importanti parole (adeguata remunerazione capitale investito) ma questa cancellazione non ha variato in alcun modo i principi che il gestore deve comunque continuare a rispettare: copertura integrale dei costi d'investimento e di gestione, dell'equilibrio economico e finanziario, recepimento degli standard europei in materia di ambiente.

Alla luce di tutto ciò, sono comprensibili le difficoltà di chi deve intervenire sulla tariffa rispettando sia l'esito del referendum sia i principi ricordati, ancora in vigore. Multiservizi da parte sua, non può che attendere il decreto di recepimento dell'esito referendario da parte del governo e le decisioni che l'Autorità di Ambito vorrà prendere sulla base dello stesso.

Ancona, 23 settembre 2011