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Giovedì, 21 Giugno 2012 00:00

Emergenza Idrica

I giorni scorsi Multiservizi ha inviato una lettera ai 45 Comuni del territorio per allertarli sulla disponibilità della risorsa idrica che potrà mancare proprio nei mesi più caldi di luglio e agosto, quando più alta è la richiesta.

L'Azienda chiede un intervento diretto dei Sindaci presso la popolazione, per invitarla ad utilizzare con parsimonia l'acqua, assumere atteggiamenti virtuosi e porre attenzione ad un uso consapevole della risorsa.

Non solo, sollecita un contenimento dei consumi a partire dalle strutture comunali: ridurre le innaffiature di giardini e campi da calcio, comunque attivare sistemi automatici soltanto la sera, quando è minore l'evaporazione e dove é possibile, non utilizzare l'acqua dell'acquedotto; chiudere le fontane e i punti di erogazione non strettamente indispensabili; controllare che sugli impianti interni degli edifici pubblici (scuole, asili ecc.) non siano in atto perdite d'acqua.

Se, nonostante tutto dovessero mantenersi gli attuali livelli di consumi, Multiservizi chiederà di emettere e far rispettare le ordinanze sindacali che vietano l'utilizzo dell'acqua per usi impropri.

A sostegno di tali richieste, l'Azienda traccia un quadro preoccupante della disponibilità d'acqua nel territorio in cui lavora.

Le sorgenti Gorgovivo che garantiscono il rifornimento idrico alla Vallesina, Valle del Misa e Area Costa, sono attualmente del 30% al di sotto del livello medio del periodo. I prelievi di acqua marciano al ritmo di 1.200 litri al secondo con punte di 1.300 nel fine settimana, al limite massimo di emungimento.

Nei Comuni della fascia montana l'approvvigionamento è basato in larga parte su una miriade di piccole sorgenti e pozzi, poco profondi, di scarsa portata, che con il caldo e l'aumento dei consumi, si esauriscono rapidamente. Nelle frazioni, per gran parte dell'anno e specialmente in estate, sono le autobotti ad assicurare il rifornimento dei serbatoi per evitare che i rubinetti rimangano all'asciutto.

Si è di fronte agli stessi problemi di scarsità d'acqua conosciuti nel 2003 e nel 2007 che, con l'attuale, sono ben tre anni difficili in un decennio.

L'azienda ribadisce che, le pur abbondanti nevicate dello scorso febbraio e le piogge successive hanno tamponato il problema portando un po' di beneficio all'agricoltura ma non sono state sufficienti a rimpinguare le falde di pozzi e sorgenti. Sono arrivate in ritardo, dopo l'estate e l'autunno del 2011, le stagioni più siccitose degli ultimi dieci anni. Sono invece completamente mancate le piogge e la neve del periodo ottobre-gennaio, le uniche in grado di ristabilire l'adeguato livello delle falde.

Da ciò si deduce che né le sorgenti Gorgovivo, la riserva d'acqua più consistente del territorio, né i pozzi e le sorgenti montane, integrate da tutte le fonti di alimentazione disponibili, possono garantire un rifornimento costante nei prossimi mesi. Non sarà diverso all'inizio dell'autunno quando Gorgovivo toccherà il picco di portata più basso dell'anno.

 

Ufficio Stampa Multiservizi S.p.A.                      Ancona, 20/06/2012